Pino Boero
Un po' di me e letteratura per l'infanzia

Ancora sul ponte Morandi… un po’ di indignazione non guasta…

14 settembre. Ricordate la foto del Presidente del Consiglio che (forse ben istruito dal suo addetto stampa che guadagna più di lui) sbandierava i fogli del Decreto per Genova? Riporto testualmente le parole di quel giorno (non posso purtroppo riportare tutte le “studiate pause”, il tono ben impostato e altri momenti attoriali in attesa dell’applauso) “Avevo detto che sarei ritornato presto, sono qui, eccomi, sono qui anche a nome del Governo [nota mia: mi pare implicito che Conte, presidente del Consiglio, rappresenti il Governo…  a meno che anche lui non sia convinto del fatto che i due suoi “vice” lo rappresentino meglio] […] ma ho anticipato già ieri che non mi sarei limitato a venir a rendere una testimonianza pur doverosa, che non sarei venuto a mani vuote [nota mia: pausa studiata e applausi] ho portato dei fogli… fogli bianchi… no [nota mia: mostra i fogli]… sono pieni di fatti, di misure concrete… qualcuno ha detto che ieri siamo stati a litigare nel Consiglio dei Ministri… no, siamo stati a operare nel Consiglio dei Ministri… per confezionare questo decreto [mostra i fogli] abbiamo lavorato nei giorni scorsi giorno e notte e non è retorica e ancora ieri abbiamo lavorato tanto”.

24 settembre. Il Presidente Mattarella non ha ancora ricevuto il Decreto in compenso Conte interpellato su Genova ha dichiarato: “Non è che sul terreno assumo i panni di un cantore e di un araldo [forse Conte si è reso conto che quel giorno il suo Rocco Casalino l’aveva spinto troppo avanti] e poi qui indosso altri panni”. Qualcuno potrebbe dire che con quei fogli sbandierati sembrava davvero un araldo di quelli che nelle recite parrocchiali entravano in scena solo un momento per dare un annuncio e poi sparire, ma ritengo non giusto nei riguardi della persona considerarlo così… Mi limito ad aggiungere che oggi, lunedì 24 settembre, Conte ha dichiarato che entro 10 giorni dall’uscita del Decreto avremo il Commissario. Ora andiamo un po’ indietro nelle dichiarazioni:

  • lunedì 20 agosto, ministro Toninelli: “Questo è il momento della solidarietà e della coesione, nel quale tutti abbiamo il dovere di stringerci intorno a Genova con un unico obiettivo: restituirle il più presto possibile la quotidianità perduta“. 
  • giovedì 13 settembre, ministro Toninelli: “Oggi abbiamo approvato un decreto che risponde a una necessità che non è solo quella di Genova” ma mette in moto un’opera titanica di controllo delle infrastrutture per passare dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione.
  • venerdì 21 settembre, ministro Toninelli: “Il decreto è pronto, sarà in Gazzetta ufficiale nelle prossime ore”
  • giovedì 20 settembre, ministro Toninelli: “Ho il decreto per Genova in mano, ci sono tante misure per gli sfollati”

 

Domanda maliziosa: se a Roma, invece di un Governo “amico” con il viceministro Rixi, ci fosse un altro Governo, Toti e Bucci si limiterebbero – come fanno – a segnalare l’urgenza o piuttosto, visto che hanno molte TV locali al loro servizio, non comincerebbero a lanciar strali contro un Governo inetto, incapace per contrasti interni, di scegliere una linea  e di affidare magari a uno di loro il compito di commissario? A pensar male si fa peccato – diceva qualcuno della prima Repubblica -, ma visto che è dal 14 agosto che ci riempiono di ottimistiche dichiarazioni con tempistiche a vanvera e carrellate televisive annesse, forse ci si azzecca…