Pino Boero
Un po' di me e letteratura per l'infanzia

Per Bianca Pitzorno

Finalmente una coppia di genitori di Carpi ha scoperto che in Italia il “marcio” educativo (dalla sessualità al rispetto delle diversità) viene inculcato fin dalla più tenera età attraverso i libri per l’infanzia: “È un Leviatano sempre più prorompente che sta intessendo tele ovunque, con prospetti davvero agghiaccianti”, sono le “alte” parole di un apocalittico commentatore della vicenda (Cristiano Lugli su Osservatoriogender.it, 2016) della famigliola di Carpi che è stata costretta a ritirare il figlio da una scuola perché il dirigente scolastico ha rifiutato di eliminare dalla biblioteca scolastica e quindi sottrarre alla lettura il romanzo di Bianca Pitzorno Ascolta il mio cuore “colpevole” di essere – secondo quei genitori e i loro sostenitori – “un’operetta gender” perché, ad esempio, fra i sogni della bambina protagonista c’è quello di fare il torero magari cambiando sesso dopo essersi sposata e aver fatto “diciassette bambini”… ovviamente il dialogo di Bianca è tutto giocato sul filo della leggerezza e dell’ironia e il romanzo stesso, uno dei più importanti della scrittrice, è del 1991 ed è stato letto senza traumi da diverse generazioni di bambini ma per gli apocalittici di oggi questo fatto costituirà un’aggravante perché nelle loro fantasticherie “gender” pensano probabilmente che qualche terribile complotto “demo-pluto-giudaico-massonico” sia in atto da decenni… Che dire? Credevamo che il limite fosse stato toccato tre anni fa dal sindaco di Venezia Brugnato che con le stesse motivazioni voleva togliere dalle scuole dell’infanzia e dalle biblioteche albi “pericolosi” come Piccolo Blu e Piccolo Giallo (1959) di Leo Lionni (1910 – 1999)… Dare solidarietà a Bianca e alla sua opera mi sembra quasi superfluo, voglio condividere, però, la sua riflessione conclusiva su FB: “comincio ad avere paura. Non per me, che ormai la mia vita l’ho vissuta, ma per chi è bambino oggi, a cominciare dal piccolino di Carpi, controllato ossessivamente dalla madre ‘casalinga’, spostato di scuola in scuola chissà con quali spiegazioni… E se da grande dovesse rivelare di avere tendenze omosessuali, come verrà trattato da genitori tanto attenti al suo benessere? Verrà data la colpa a me, e lui sottoposto a elettroshock come il partner più giovane, 22, del caso Braibanti? E poi, comunque, tutti i ennebambini, a prescindere di chi ameranno da adulti, che mondaccio li aspetta? Questo è solo un segnale. Staranno tornando i roghi?”. Al “mondaccio” che aspetta i bambini di oggi unisco un’altra riflessione (questa solo mia): “Che cosa non abbiamo fatto in questo paese a livello di scuola e di educazione per avere una parte consistente della popolazione che vede nell’altro un nemico? Che imposta la propria vita sui distinguo e sulle fobie, sull’irrazionalità e sulla pancia?”.
P.S. Visto probabilmente che per gli apocalittici di Osservatoriogender sarei un individuo da condannare e/o “correggere”, darò loro un altro motivo rinviando all’ultimo video di mia figlia Sara, lettrice e amica di Bianca fin dalla più tenera età, su Youtube.

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