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	<title>Pino Boero &#187; Lettere Mensili</title>
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		<title>Nicoletta Costa a Genova</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 08:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;illustratrice-scrittrice per l&#8217;infanzia Nicoletta Costa è diventata ormai genovese: il 5 febbraio al Teatro dell&#8217;Archivolto è andato in scena Giulio Coniglio e gli amici di sempre per la drammaturgia e regia di Giorgio Scaramuzzino e oggi un&#8217;importante mostra dei suoi lavori (fino al 19 settembre) è ospitata al Museo Luzzati (il bellissimo catalogo edito da Panini e Nugae contiene saggi di Marco Giusti, Walter Fochesato, Barbara Schiaffino e costa 22,00 euro); le occasioni, dunque, sono state e sono davvero importanti perché oggi Costa è una delle voci più significative del panorama italiano (e non solo) nel campo della produzione per bambini: architetto, ormai attiva da anni nei prodotti destinati a un pubblico dai tre agli otto anni (ma anche gli adulti, leggendo le sue storie, riescono a sorridere e a ritrovare l&#8217;essenza di un&#8217;infanzia dimenticata), sa controllare benissimo l&#8217;integrazione sulla pagina di immagini e testo, le sue tavole e i suoi disegni per la nuova edizione <em>La Freccia Azzurra</em> di Gianni Rodari (Einaudi Ragazzi 2009) danno al romanzo una fresca coloritura e la stessa ambientazione invernale (il testo si sviluppa nella notte dell&#8217;Epifania) acquista toni caldi, solari e sorridenti. Non v&#8217;è dubbio, però, che Nicoletta Costa dia il meglio di sé nella produzione destinata alla prima infanzia: da lavori abbastanza lontani nel tempo come <em>Il sole e il girasole</em> (EL 1984),  <em>La principessa si sposa </em>(EL 1986), la <em>Storia del Signor Aquilone </em>(Emme 1992), da cui emerge un significativo legame al mondo &#8220;ingenuo&#8221; dell’infanzia, all&#8217;invenzione di personaggi come la Nuvola Olga, la Strega pasticciona Teodora, Margherita la maestra dormigliona che vivono le loro brevi avventure fra alberi e fiori che parlano e sorridono, stelle e nubi che ammiccano al piccolo lettore. Giulio Coniglio è appunto uno di questi personaggi inventato per la casa editrice Panini attivissima nel settore tre-sei anni (non a caso pubblica la Pimpa di Altan) e diventato subito un punto di riferimento per i giovanissimi lettori: l&#8217;universo di Giulio Coniglio è popolato  da numerosi altri personaggi (la Lumaca Laura, l&#8217;Oca Caterina, Valter la Volpe) che richiamano, certo, alla tradizione di una letteratura infantile che attraverso gli animali parlava degli uomini, ma rispondono anche, modernamente, a specifiche caratteristiche psicologiche (dalla spavalderia alla timidezza) capaci di consentire al bambini di oggi di rispecchiarsi in loro, di affrontare con serenità i problemi, di imparare, in definitiva, come diceva Rodari, a fare senza paura &#8220;le cose difficili&#8221;; nelle storie non v&#8217;è nulla di didascalico, la &#8220;morale&#8221; emerge con semplicità e naturalezza dalle immagini perché Nicoletta Costa ha saputo adeguare il suo stile ai meccanismi del pensiero infantile, sa essere astratta al punto giusto e contemporaneamente trasmette vive emozioni, tranquillo ottimismo. Forse il segreto del suo successo sta nell&#8217;essersi dedicata all&#8217;illustrazione e alla scrittura per l&#8217;infanzia senza la presunzione di diventare una Grande Artista (e di presunti Grandi Artisti, purtroppo, sono lastricate le vie &#8220;pedagogiche&#8221; della letteratura per l&#8217;infanzia), ma con la consapevolezza di essere una Brava Artigiana capace di applicarsi, sempre con lo sguardo all&#8217;infanzia, all&#8217;arredamento (anche il grande illustratore Antonio Rubino progettava mobili per l&#8217;infanzia e una sua cameretta per bambini è esposta alla Wolfsoniana di Genova), ai giocattoli, agli abiti (significativa la sua collaborazione con Benetton) e proprio come il suo &#8220;maestro&#8221; Emanuele Luzzati, anche lui per autodefinizione &#8220;artigiano&#8221;, Nicoletta Costa è riuscita a conferire al suo coloratissimo &#8220;artigianato&#8221;  un ruolo prezioso e indispensabile nei percorsi ludici e formativi dei nostri bambini.</p>
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		<title>Un Governo che non ama i libri</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 15:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere Mensili]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito della notizia dell&#8217;abolizione delle tariffe postali agevolate per l&#8217;editoria Fausta Orecchio e Simone Tonucci di Orecchio acerbo editore hanno messo sul loro sito questa lettera che condivido nella sostanza e nella forma; il mio sostegno alla richiesta del ritiro del provvedimento è &#8211; per ora e con la loro autorizzazione &#8211; la pubblicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>A seguito della notizia dell&#8217;abolizione delle tariffe postali agevolate per l&#8217;editoria Fausta Orecchio e Simone Tonucci di <em>Orecchio acerbo</em> editore hanno messo sul loro sito questa lettera che condivido nella sostanza e nella forma; il mio sostegno alla richiesta del ritiro del provvedimento è &#8211; per ora e con la loro autorizzazione &#8211; la pubblicazione anche sul mio sito del testo</strong><strong></strong></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Su uno dei più conosciuti motori di ricerca, alla voce “promozione lettura” compaiono oltre 1.160.000 risultati. Il tutto in 0,19 secondi. Grosso modo lo stesso tempo nel quale, con un tratto di penna e per decreto, il governo ha cancellato le tariffe postali agevolate per il mondo dell’editoria. Una delle due uniche facilitazioni &#8211; l’altra, finché durerà, è la riduzione dell’Iva al 4% &#8211; previste per promuovere la produzione e la diffusione delle informazioni, delle idee e della cultura su carta stampata.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto il mondo editoriale ne sarà fortemente colpito, le piccole case editrici per prime. E fra queste ultime, quelle che si rivolgono ai lettori più giovani. Il calcolo per noi non è stato difficile, un raddoppio secco delle spese postali. Poche migliaia di euro, in assoluto, ma tanti per il nostro risicato bilancio. Non sarà questo a portarci al fallimento, ma si moltiplicheranno problemi e difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Un provvedimento che ha del paradossale, visto il rilievo dato proprio nelle ultime settimane ai preoccupanti dati sulla disaffezione alla lettura, in particolare dei più giovani, sulla scarsa diffusione del libro, sull’incredibile posto nella classifica mondiale occupato dal nostro Paese. Non ci eravamo illusi che la riflessione su questi dati avrebbe portato a un maggiore interesse, a una maggiore attenzione. Ma, francamente, non avevamo nemmeno lontanamente pensato che potesse portare a un taglio del già ridicolo sostegno esistente.</p>
<p style="text-align: justify;">I grandi gruppi editoriali troveranno sicuramente modo di far sentire la loro voce, e noi aggiungeremo la nostra alla loro. Sperando che qualcuno abbia voglia di farle da eco, di rompere quell’incantesimo per il quale dell’editoria per ragazzi si parla, salvo poche eccezioni, quasi esclusivamente per Natale e per la Fiera di Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto modestamente, fra le tante piccole case editrici che lo fanno quotidianamente, anche noi avevamo dato inizio a una serie di iniziative per promuovere i libri e la lettura. Iniziative fra quel milione e centosessantamila del quale dicevamo all’inizio. Un solo esempio. Per la giornata della memoria, il 27 gennaio, abbiamo donato alle 60 scuole dedicate ad Anne Frank un libro illustrato che racconta la sua esperienza. Fra gli editori per ragazzi le idee non mancano, e abbiamo progettato iniziative analoghe per biblioteche, gruppi di lettura, centri culturali. Inutile dire che alla maggior parte dovremo rinunciare. Così come dovremo cominciare a centellinare le copie omaggio per le recensioni, per magari lamentarci poi dello scarso riscontro. Un vero paradosso anche questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Convinti però che non si possa, ne debba, far di necessità virtù, vogliamo fare tutto ciò che dobbiamo perché almeno questo provvedimento sia ritirato. Per questo contiamo anche sul tuo sostegno.&#8221;</p>
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		<title>Rodari all&#8217;estero</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 15:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere Mensili]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Rodari]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio perché in &#8220;profili&#8221; ho parlato di anniversari rodariani, voglio consentirmi una digressione su Rodari all&#8217;estero non tanto per riprendere il tema delle traduzioni (già valorizzato in un convegno di qualche anno fa e nella mostra curata da Giorgio Diamanti) quanto per segnalare come anche a livello di studio il nostro autore abbia avuto spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio perché in &#8220;profili&#8221; ho parlato di anniversari rodariani, voglio consentirmi una digressione su Rodari all&#8217;estero non tanto per riprendere il tema delle traduzioni (già valorizzato in un convegno di qualche anno fa e nella mostra curata da Giorgio Diamanti) quanto per segnalare come anche a livello di studio il nostro autore abbia avuto spazio anche all&#8217;estero: solo all&#8217;interno della mia esperienza universitaria segnalo la giapponese Aya Yoshitomi che, approdata in Italia più di dieci anni fa per elaborare la sua tesi di laurea sul pensiero pedagogico di Rodari e confrontarlo con l&#8217;universo filosofico del suo paese, ha continuato a lavorare nel campo nelle traduzioni di letteratura per l&#8217;infanzia (ha tradotto in giapponese Ciao, Andrea di Marcello Argilli) e oggi tiene seminari di italiano all&#8217;Università di Osaka; la svedese Cecilia Schwartz la cui testi di dottorato di italiano su Rodari (ero stato suo relatore a Stoccolma) è pubblicata nel denso e intelligente volume Capriole in cielo. Aspetti fantastici nel racconto di Gianni Rodari ed è stata fondamentale per aprirle la strada della docenza universitaria nella capitale svedese; l&#8217;egiziana Heba Ibrahim Foad, assistente presso il dipartimento di italianistica della Facoltà di Lettere dell&#8217;Università di Helwan, ha appena discusso una tesi di dottorato sull&#8217;opera di Gianni Rodari&#8230; Insomma il nostro scrittore non solo attrae studiosi stranieri ma apre anche loro la strada verso la ricerca accademica, segno ulteriore della consistenza di un&#8217;ispirazione e di una scrittura capace di durare nel tempo&#8230;</p>
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		<title>Fiera del libro per ragazzi di Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 16:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla 45a Edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna (lunedì 31 marzo – giovedì 4 aprile, dalle 9,00 alle 18,30 con chiusura alle 17 l’ultimo giorno) non posso mancare soprattutto per un motivo: martedì 1 aprile 2008 alle ore 15.00 presso il Caffè degli Illustratori interno alla Fiera sarò presente con Walter Fochesato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla 45a Edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna (lunedì 31 marzo – giovedì 4 aprile, dalle 9,00 alle 18,30 con chiusura alle 17 l’ultimo giorno) non posso mancare soprattutto per un motivo: martedì 1 aprile 2008 alle ore 15.00 presso il Caffè degli Illustratori interno alla Fiera sarò presente con Walter Fochesato, Sergio Staino, Armando  Traverso e tanti altri amici all’appuntamento per ricordare  l’amico prematuramente scomparso Gualtiero Schiaffino,giornalista, autore satirico, disegnatore umoristico, fondatore, editore e direttore della rivista “Andersen”, ideatore del “Premio Andersen &#8211; Il mondo dell’infanzia” che “laurea” ogni anno i migliori autori, illustratori, editori, operatori culturali attivi nel campo della letteratura per l’infanzia. Vi sono altre ragioni, però, che mi spingono verso Bologna: naturalmente il fatto che la Fiera del Libro per Ragazzi sia un luogo unico per vedere e valutare quanto offre l’editoria mondiale anche a livello multimediale e prendere atto di tendenze, gusti, orientamenti. Trascrivo di seguito alcune informazioni utili a capire la portata della manifestazione:</p>
<p>Ø     1077 espositori fra italiani e stranieri</p>
<p>Ø     Una Mostra degli Illustratori (presente dal 1967) in grado di offrire una “panoramica internazionale delle tendenze più innovative dell’illustrazione per ragazzi”</p>
<p>Ø     When cows fly, una Mostra di Illustratori organizzata dall’Argentina, paese ospite d’onore della Fiera del Libro per Ragazzi 2008, che presenta 32 lavori rilevanti per qualità e padronanza tecnica.</p>
<p>            Insomma sarò un nostalgico dei vecchi tempi, ma trentacinque anni di presenza quasi costante mi hanno reso “dipendente” dagli odori, dai suoni, dai movimenti dei padiglioni della Fiera: libri e illustrazioni, parole e colori mantengono intatto il fascino di quegli anni lontani in cui, insieme a Marino Cassini, allora direttore della Biblioteca “De Amicis” di Genova, facevo “diffusione militante” della nostra rivistina (prima “Il Minuzzolo”, poi “LG Argomenti”). Il Comune non era tanto ricco, allora, da pagare come oggi alla Biblioteca e alla rivista uno stand e ci arrangiavamo all’antica presentandoci agli editori e agli autori (mirabile l’incontro con Umberto Eco scambiato da Cassini per un suo amico bibliotecario), chiedendo copie dei libri per recensione e garantendo il loro inserimento nel catalogo della giovane “De Amicis”… Militanze passate, passioni collettive sacrificate in tempi più recenti ai protagonismi individuali; ricordi, comunque, di momenti formativi indispensabili, forse, oggi, a fare bene il nostro mestiere (e non so quanti dei tantissimi docenti di Letteratura per l’infanzia dei nostri Atenei sentano il bisogno, almeno una volta nella vita, di visitare la Fiera). E qui si aprirebbe un lungo discorso che prima o poi farò, dati alla mano, sul fatto che, forse, i veri “esperti”, gli autentici ricercatori capaci di leggere il passato, ma anche di “sporcarsi le mani” con il presente (e per farlo ci vuole un minimo di “vocazione” e di un entusiasmo), stanno fuori degli Atenei.</p>
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