Pino Boero
Un po' di me e letteratura per l'infanzia

Ultime da Bologna

La Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna si è conclusa: per me sono stati tre giorni intensi che hanno visto al centro due Premi: la presentazione delle terne del “Premio Andersen” e l’assegnazione del Premio Strega Ragazzi alla sua prima edizione; pienissimo in entrambi i casi lo spazio del Caffè degli Illustratori e ovviamente grande attenzione mediatica nazionale al ministro Franceschini che consegnava il Premio Strega Ragazzi alle due vincitrici Susanna Tamaro e Chiara Carminati. Bologna, autentica capitale italiana ed europea del libro per ragazzi, non si è limitata ad ospitare i quattro giorni di Fiera ma ha offerto, da venerdì 8 a domenica 10 aprile, a un pubblico più vasto occasioni di visitare le mostre e partecipare a belle iniziative sulla lettura attivate in città: un vero esempio di sinergia e lungimiranza fra realtà diverse del territorio… lungimiranza che – se mi guardo intorno – non posso accreditare alla mia Genova che, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, ha distrutto quel Centro Studi di Letteratura giovanile che, attraverso la Biblioteca Internazionale “De Amicis” (la prima ad esistere costituita in Italia) e la rivista “Il Minuzzolo” (poi “LG Argomenti”), costituiva un punto di elaborazione culturale di alto livello… Dir male di casa propria, soprattutto in questi miei anni di impegno amministrativo, può suonare sgradevole ma altrettanto sgradevole (e poco onesto per la “storia”) sarebbe buttarsi dietro le spalle il fatto che spesso superficialità intellettuale e approssimazione gestionale,  incompetenza e presunzione sono sinonimi… Ma passiamo oltre, torniamo, anzi, a Bologna per segnalare i tre ricchissimi Cataloghi relativi all’illustrazione: quello della Tradizionale Mostra degli illustratori (Illustrators Annual 2016) che riesce sempre a stupire per accuratezza e originalità di scelte (ottima la presenza dei 16 italiani); quello che festeggia i cinquant’anni della Mostra degli Illustratori (Artisti e capolavori dell’illustrazione) edito da Corraini e curato da Paola Vassalli che un po’ commuove chi come me dal ’74 visita la Fiera perché trovare i nomi (e le “figure”) come quelli di Altan, Luzzati, Munari, Ventura, Carle, Iela Mari, Zavřel, Alemagna, Battut, Carrer significa anche (ri)tracciare personali percorsi di formazione; il terzo (Look!) dedicato agli illustratori della Germania nazione ospite è la conferma che le strade dell’illustrazione, anche all’interno di un orizzonte nazionale, possono essere infinite e stimolanti (fra le tavole che mi hanno maggiormente colpito inserisco quelle di Sonja Danowski, Torben Kuhlmann e di Dirk Steinhöfel, mentre una simpatia particolare riservo alla bravura compositiva di Anttje Damm straordinaria scenografa dell’illustrazione).

Le conclusioni sulla mia permanenza in Fiera non sarebbero complete se non segnalassi alcuni titoli nei quali mi sono imbattuto: in collaborazione con Amnesty International Italia ecco il bellissimo album (dai 5 anni) Amali e l’Albero di Chiara Lorenzoni e Paolo Domeniconi (Giralangolo) dove una storia di solitudini si intreccia poeticamente con leggerezza e profondità di lessico e allusiva suggestione di figure e colori; poi due titoli per me diversamente cari e importanti, Un chilo di piume un chilo di piombo di Donatella Ziliotto con le illustrazioni di Grazia Nidasio e la prefazione di Bianca Pitzorno (Lapis) e 23 novelle moderne di Marcello Argilli con i disegni di Sophie Fatus (Gallucci). Il libro di Donatella del 1992 mancava dagli scaffali delle librerie da diverso tempo ed era un peccato non solo per il nome della scrittrice che è stata un punto di riferimento nello svecchiamento della cultura italiana per l’infanzia ma anche per quanto il romanzo ci sa raccontare con leggerezza, garbo e ironia di una storia di crescita che da personale diventa universale, capace, cioè, di stimolare partecipazione, curiosità, emozioni; sulle moltissime “novelle moderne” di Marcello, scomparso nel 2014, ho già scritto in anni lontani: a Marcello mi legava un’amicizia profonda e credo che questa piccola raccolta (dagli 8 anni) renda giustizia alla sua capacità creativa e al suo stile lieve ed essenziale.

Un’ultima notazione che riguarda due lavori legati a Genova: il primo è Il segreto di Magalie (editore Albatros) romanzo di Milena Lanzetta una bravissima insegnante di scuola dell’infanzia capace di alternare pratica del racconto con i bambini e scrittura creativa: Il segreto di Magalie rientra nel genere fantasy ma il contesto è quello reale di un percorso di crescita che coinvolge Carlotta, la giovane protagonista e il suo amico Andrea; bella prova tematicamente coinvolgente e  soprattutto scorrevole dal punto di vista narrativo. L’altro brevissimo testo è I ragazzi della Brigata Balilla di Elena Zini “un fumetto per raccontare una storia partigiana” prodotto da un Comitato che vede coinvolti soggetti diversi, dall’ANPI a Villa Serra (la stupenda location vicinissima a Genova), da diversi Comuni della zona a Coop Liguria; insomma un Comitato significativo per far emergere  temi e valori della nostra Resistenza che ebbe protagonisti di rilievo sia Balilla Grillotti fucilato nel 1944 sia la Brigata a lui dedicata. Perché Valpolcevera? Chi ha qualche memoria ricorderà l’impegno degli operai nel boicottaggio delle fabbriche della Valpolcevera e nella resistenza al fascismo o, ancora, avrà memoria del film Achtung! Banditi! (1951) girato appunto in Valpolcevera e finanziato da una sottoscrizione popolare quindi nessuna meraviglia che sia ancora la Valpolcevera ad essere oggi presente nella testimonianza di un periodo drammatico da cui è nata la nostra democrazia.  Perché fumetto? Non dimentico che Gianni Rodari nei primi anni Cinquanta polemizzò su “Rinascita” con Nilde Iotti e difese il fumetto come forma di comunicazione da non sottovalutare: oggi, più di ieri, raccontare storie importanti attraverso il fumetto mi pare significativo e importante.  Perché una giovane  illustratrice?  Non conosco Elena Zini ma devo dire che possiede uno stile efficace e maturo e riesce a trasmettere con efficacia i temi di cui abbiamo parlato.

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