Pino Boero
Un po' di me e letteratura per l'infanzia

Occasioni

per Cristina e Francesco

Di Cristina Làstrego e Francesco Testa credo di essere stato uno dei primissimi estimatori e anche nella Letteratura per l’infanzia di Carmine De Luca e mia la produzione della coppia occupa un posto privilegiato e il motivo, al di là della personale simpatia, è presto detto: Cristina e Francesco hanno saputo legare l’invenzione di personaggi, la costruzione di storie, le illustrazioni alla sperimentazione di tecniche nuove, dalla produzione di  cd-rom alla fine degli anni Novanta alla “costruzione” della “Làstrego & Testa Multimedia” studio di animazione che, oltre a un’importante produzione per la RAI, ha avuto il merito, fra l’altro, di riprendere i personaggi creati da Luzzati per l’animazione tradizionale e di svilupparli con tecnica digitale. Di Cristina e Francesco segnalo il coloratissimo albo cartonato (a fisarmonica) Apriti circo! (Carthusia,  € 20,50) che è un autentico scrigno di divertenti sorprese e della sola Cristina il bel Catalogo della sua Mostra Giochi di prestigio. Collages, libri, disegni animati e app (Bra, Palazzo Mathis, 30 novembre – 2 febbraio 2014) che rende palese il grande lavoro da lei sviluppato con intelligenza e creatività in più di un quarantennio.

 

per Alfredo Stoppa

Anche di Alfredo ho seguito con simpatia la storia di scrittore che nella forma abbreviata dell’albo ha trovato una misura di raro equilibrio e finezza, da Il paese della nebbia e il paese del vento a Una storia che sa di mare, da La corriera che va al mare a Un amico diverso. A novembre Alfredo, visto che i suoi editori puntualmente mi ignorano, mi ha inviato direttamente tre suoi lavori:

 Da grande, illustrazioni di Sandro Natalini,  La Margherita, 2012, € 12,00

Il respiro del vento, illustrazioni di Jesùs Cisneros, Kite, € 14,00

Ruggine, illustrazioni di Lucia Sforza, Coccole books, 2013, € 11,90

Non posso fare a meno di notare che Alfredo regalandoci tre brevi storie diverse per trama ha mantenuto intatta quella forza evocativa della parola che, unitamente al suo mettersi dalla parte dei piccoli, costituisce la sua cifra stilistica più rilevante: in Da grande guarda con gli occhi dell’infanzia autorevoli animali-papà che danno consigli ai figli per renderli come loro… ma i bambini, per fortuna, hanno altri sogni; nel divertente Il respiro del vento c’è spazio per la delicatezza delle parole che si fanno immagine (“Chi può cambiare il giorno in un baleno,/spruzzare la neve o spalmare l’arcobaleno?”); in Ruggine (è l’unico in cui “confezione editoriale” e illustrazioni non mi convincono) il tema delicato e – nello specifico – perturbante dei ricordi d’infanzia viene stupendamente coniugato con altri temi cari ad Alfredo, quello del rapporto fra gioventù e vecchiaia, fra fiducia e diffidenza, fra sostanza e apparenza.

 

per Sonia Possentini

Di Sonia Possentini mi sono già occupato perché ne apprezzo a livello figurativo la delicatezza e la leggerezza con cui sa rappresentare l’infanzia anche parlando di argomenti “difficili”; ritrovo questa sua bravura nei bellissimi (anche il testo poetico di Janna Carioli è intenso nella rarefazione delle parole)  L’alfabeto dei Sentimenti (Fatatrac, € 18,90) e Noi (Bacchilega, € 12,00) in cui Elisa Mazzoli racconta con finezza la diversità.

 

Periodici San Paolo

L’Area Periodici San Paolo ha realizzato un nuovo mensile per ragazzi “Super G”, destinato a “soddisfare la sete di avventura – e di lettura – dei Giovani lettori forti”. I primi due numeri che mi sono stati inviati ospitano storie a fumetti di grande qualità, racconti e rubriche… Sfogliando le pagine confesso di essermi un po’ emozionato perché era dai tempi del “Giornalino” comprato ai figli quando erano piccoli che non vedevo tanto impegno di “confezione” in un periodico per ragazzi: mi hanno particolarmente colpito per qualità la “rilettura” a fumetti del romanzo di Sgardoli The Frozen Boy e l’atmosfera dell’East End della Londra di fine Ottocento che si respira nell’avventura di I quattro di Baker Street. Che dire ancora davanti a tanta bravura? Non mi resta che augurare a “Super G” buona fortuna e tanti, tanti giovani, forti lettori

 

in ricordo di Franco Trequadrini

Il 27 novembre 2013 è morto nella sua casa di Castel Gandolfo (era fuggito da L’Aquila la notte del terremoto e non vi era più tornato) Franco Trequadrini, aveva 68 anni, era stato docente di Storia della letteratura per l’infanzia all’università aquilana e, dal 2005, per alcuni anni, preside della facoltà di Scienze della Formazione. Franco era arrivato alla Letteratura per l’infanzia dall’Italianistica e nei suoi lavori (fra gli altri ricordo: Invito alla fantasia, 1987; Letteratura come rimpianto e come desiderio, 1988; Il libro e il bambino ribelle, 1988; Semantica della fiaba e altri saggi, 2001) aveva mantenuto intatto l’impegno a non trascurare la dimensione letteraria del testo rispetto alle valenze pedagogiche dello stesso. Mi aveva telefonato qualche mese fa (ogni tanto ci sentivamo) e l’avevo trovato sconfortato quasi che il prepensionamento da lui scelto l’avesse automaticamente allontanato da colleghi con cui aveva condiviso percorsi: non avevo trovato per lui particolari parole di conforto anche perché – ne sono convinto da anni – un conto è l’amicizia un conto è la colleganza ed è inutile farsi illusioni su un mondo universitario autoreferenziale, preoccupato troppo spesso di autoriprodursi con vecchie ritualità… come amico, dunque, ti saluto, caro Franco…