Pino Boero
Un po' di me e letteratura per l'infanzia

Nicoletta Costa a Genova

L’illustratrice-scrittrice per l’infanzia Nicoletta Costa è diventata ormai genovese: il 5 febbraio al Teatro dell’Archivolto è andato in scena Giulio Coniglio e gli amici di sempre per la drammaturgia e regia di Giorgio Scaramuzzino e oggi un’importante mostra dei suoi lavori (fino al 19 settembre) è ospitata al Museo Luzzati (il bellissimo catalogo edito da Panini e Nugae contiene saggi di Marco Giusti, Walter Fochesato, Barbara Schiaffino e costa 22,00 euro); le occasioni, dunque, sono state e sono davvero importanti perché oggi Costa è una delle voci più significative del panorama italiano (e non solo) nel campo della produzione per bambini: architetto, ormai attiva da anni nei prodotti destinati a un pubblico dai tre agli otto anni (ma anche gli adulti, leggendo le sue storie, riescono a sorridere e a ritrovare l’essenza di un’infanzia dimenticata), sa controllare benissimo l’integrazione sulla pagina di immagini e testo, le sue tavole e i suoi disegni per la nuova edizione La Freccia Azzurra di Gianni Rodari (Einaudi Ragazzi 2009) danno al romanzo una fresca coloritura e la stessa ambientazione invernale (il testo si sviluppa nella notte dell’Epifania) acquista toni caldi, solari e sorridenti. Non v’è dubbio, però, che Nicoletta Costa dia il meglio di sé nella produzione destinata alla prima infanzia: da lavori abbastanza lontani nel tempo come Il sole e il girasole (EL 1984), La principessa si sposa (EL 1986), la Storia del Signor Aquilone (Emme 1992), da cui emerge un significativo legame al mondo “ingenuo” dell’infanzia, all’invenzione di personaggi come la Nuvola Olga, la Strega pasticciona Teodora, Margherita la maestra dormigliona che vivono le loro brevi avventure fra alberi e fiori che parlano e sorridono, stelle e nubi che ammiccano al piccolo lettore. Giulio Coniglio è appunto uno di questi personaggi inventato per la casa editrice Panini attivissima nel settore tre-sei anni (non a caso pubblica la Pimpa di Altan) e diventato subito un punto di riferimento per i giovanissimi lettori: l’universo di Giulio Coniglio è popolato da numerosi altri personaggi (la Lumaca Laura, l’Oca Caterina, Valter la Volpe) che richiamano, certo, alla tradizione di una letteratura infantile che attraverso gli animali parlava degli uomini, ma rispondono anche, modernamente, a specifiche caratteristiche psicologiche (dalla spavalderia alla timidezza) capaci di consentire al bambini di oggi di rispecchiarsi in loro, di affrontare con serenità i problemi, di imparare, in definitiva, come diceva Rodari, a fare senza paura “le cose difficili”; nelle storie non v’è nulla di didascalico, la “morale” emerge con semplicità e naturalezza dalle immagini perché Nicoletta Costa ha saputo adeguare il suo stile ai meccanismi del pensiero infantile, sa essere astratta al punto giusto e contemporaneamente trasmette vive emozioni, tranquillo ottimismo. Forse il segreto del suo successo sta nell’essersi dedicata all’illustrazione e alla scrittura per l’infanzia senza la presunzione di diventare una Grande Artista (e di presunti Grandi Artisti, purtroppo, sono lastricate le vie “pedagogiche” della letteratura per l’infanzia), ma con la consapevolezza di essere una Brava Artigiana capace di applicarsi, sempre con lo sguardo all’infanzia, all’arredamento (anche il grande illustratore Antonio Rubino progettava mobili per l’infanzia e una sua cameretta per bambini è esposta alla Wolfsoniana di Genova), ai giocattoli, agli abiti (significativa la sua collaborazione con Benetton) e proprio come il suo “maestro” Emanuele Luzzati, anche lui per autodefinizione “artigiano”, Nicoletta Costa è riuscita a conferire al suo coloratissimo “artigianato” un ruolo prezioso e indispensabile nei percorsi ludici e formativi dei nostri bambini.